Alla fine del cammin di quest’anno, attraversiamo la selva, non del tutto oscura e che non ci fa paura.

Prima di tutto perché il luogo l’abbiamo già sentito nominare, ma visitarlo fa un altro effetto. L’Oasi Monticchie a Somaglia, un bosco spontaneo che ci dà un’immagine concreta del nostro ambiente naturale, una Pianura padana senza campi né capannoni; strano ma vero!
Quando entriamo ci ricordiamo della “selva selvaggia aspra e forte” che abbiamo visto, qualche mese, fa leggendo Dante; ma come lui, anzi più di lui, abbiamo tre guide, i nostri prof, che ci portano sani e salvi alla fine del bosco.
E pensare che qualche secolo fa, si percorrevano “strade” così: nel mezzo del bosco, tra acquitrini e bestie varie che potevano attaccare… Ma che bello però vedere tanto verde e riconoscere i gelsi con cui si allevavano i bachi da seta.
Lungo il percorso infatti vediamo e tocchiamo quello che abbiamo letto sui libri di scienze: pteridofiti e radici aeree, risorgive, tritoni e aironi… altri animali no, perché forse facevamo un po’ troppo rumore per i loro gusti.
A Somaglia infine, merenda e pallone.
Un bel sabato mattina, diverso dal solito: una piacevole gita in attesa di riprendere le uscite l’anno prossimo.

Classe 2^A di Codogno

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