«Così dunque voi non siete più stranieri né
ospiti, ma siete concittadini dei santi e
familiari di Dio »»

(Ef 2,19)

Non si tratta solo di migranti:
si tratta di costruire la città di Dio e dell’uomo.

In questa nostra epoca, chiamata anche l’era delle migrazioni, sono molte le
persone innocenti che cadono vittime del “grande inganno” dello sviluppo
tecnologico e consumistico senza limiti. E così si mettono in viaggio verso un
paradiso” che inesorabilmente tradisce le loro aspettative. La loro presenza, a
volte scomoda, contribuisce a sfatare i miti di un progresso riservato a pochi, ma
costruito sullo sfruttamento di molti. «Si tratta, allora, di vedere noi per primi e di
aiutare gli altri a vedere nel migrante e nel rifugiato non solo un problema da
affrontare, ma un fratello e una sorella da accogliere, rispettare e amare,
un’occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire alla costruzione di una
società più giusta, una democrazia più compiuta, un Paese più solidale, un mondo
più fraterno e una comunità cristiana più aperta, secondo il Vangelo»