“Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi
piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel
cielo vedono sempre la faccia del Padre mio
che è nei cieli”

(Mt 18,10)

Non si tratta solo di migranti: si tratta di non escludere nessuno.

Il mondo di oggi è ogni giorno più di élite e crudele con gli esclusi.

I Paesi in via di sviluppo continuano ad essere impoveriti delle loro migliori risorse naturali e
umane a beneficio di pochi mercati privilegiati.

Le guerre interessano solo alcune regioni del mondo, ma le armi per farle vengono prodotte e vendute in altre
regioni, le quali poi non vogliono farsi carico dei rifugiati prodotti da tali conflitti.

Chi ne fa le spese sono sempre i piccoli, i poveri, i più vulnerabili, ai quali si
impedisce di sedersi a tavola e si lasciano le “briciole” del banchetto.

«La Chiesa “in uscita” […] sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e
arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi».

Lo sviluppo che esclude rende i ricchi più ricchi e i poveri più poveri.

Lo sviluppo vero è quello che si
propone di includere tutti gli uomini e le donne del mondo, promuovendo la loro
crescita integrale, e si preoccupa anche delle generazioni future.