Gita d’Istituto a Firenze

C’eravamo tutti, non individualmente purtroppo, ma comunque un bel gruppo variegato e ben amalgamato: qualche bambino della primaria con papà e mamma, i ragazzi delle medie e le due terze al completo, i prof e il don e anche qualche nonna. Alla guida dell’esperienza le due capo-gita: la maestra Sara e la prof.ssa Vignati che insieme a don Carlo hanno organizzato tutto nei minimi dettagli.
Meta prescelta e molto azzeccata, la magnifica Firenze. Culla della nostra cultura e del nostro italiano (e chissà che non abbia infuso un po’ di buona favella a qualche nostro studente), è sempre bello visitarla, perché fa bene agli occhi vedere qualche cosa di bello; come dicevano gli antichi: se una cosa è bella, è anche buona e fa bene all’animo… e di questi tempi ci servono un po’ di bellezza e un po’ di bontà.
Le cose belle da vedere erano tante, troppe per un fine settimana. Il primo giorno appena arrivati ci ha accolto la chiesa di San Miniato, che dall’alto della sua armonica perfezione domina la città. Nel pomeriggio i ragazzi divisi in due gruppi hanno fatto un giro della Firenze medievale, guardando le alte case-torre e i palazzi nobiliari, le logge sedi dei mercati, la casa di Dante, la chiesa di Orsanmichele, il Bargello e hanno concluso il tour con la visita della splendida Santa Croce “che ove speme di gloria agli animosi intelletti rifulga ed all’Italia, quindi trarrem gli auspicj”… e condividiamo anche noi la speranza di Foscolo, qua sepolto. Intanto gli adulti erano andati a visitare il museo di San Marco e ad ammirare le opere del Beato Angelico. Il secondo giorno invece il tema era “Il Rinascimento” e i giovani con le guide hanno passeggiato per tutta la mattina dalla piazza del duomo, a san Lorenzo facendo sosta a Palazzo Medici e poi fino al Ponte Vecchio passando per Piazza della Signoria e seguendo il percorso del Corridoio vasariano. Nel pomeriggio è arrivato il momento di mettere alla prova le conoscenze e l’abilità dei nostri alunni: seguendo gli indizi, risolvendo indovinelli e superando prove di destrezza la squadra Giotto si è aggiudicata il bottino di golosi fiorini d’oro. Nel dopocena infine lo spettacolo della Firenze by night da Piazzale Michelangelo ha lasciato tutti a bocca aperta.

Con gli occhi pieni di cose belle, e quindi ben predisposti a cogliere la meraviglia che ci circonda, la mattina seguente siamo partiti alla volta di Rondine per riempire anche il nostro cuore di belle cose. A pochi chilometri da Arezzo si trova questo antico borgo medievale oggi sede di un’associazione-campus che ospita studenti provenienti da tutte le parti del mondo e che si fermano in Italia per un periodo di perfezionamento dei loro studi. Dopo aver conseguito infatti la laurea nei rispettivi Paesi, questi ragazzi arrivano in Italia per terminare la loro formazione, ma anche per frequentare un apposito percorso di studio e progettazione sul tema della cooperazione internazionale e della risoluzione delle controversie tra nazioni. Questi giovani infatti hanno una caratteristica che li accomuna: vengono da Paesi interessati da conflitti. Per tutta la mattinata grandi e piccoli hanno conosciuto questa realtà e svolto diverse attività insieme agli ospiti della struttura, ascoltando le loro parole, chiacchierando con loro, giocando e divertendosi. “Una rondine non fa primavera”, constata il proverbio, ma bisogna sempre alimentare la speranza che dalle uova nascano tante nuove rondini che possano impegnarsi per “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo hanno trovato” (B. Powel, fondatore dello scoutismo).