Una lezione diversa dal solito quella che i nostri ragazzi delle classi prime hanno svolto venerdì 15 febbraio. Con un cielo azzurro e un sole primaverile le nostre due classi hanno seguito le tracce di san Colombano e conosciuto da vicino la vita che trascorreva un monaco nel Medioevo. Meta dell’uscita didattica la cittadina di Bobbio, in val Trebbia – “la valle più bella del mondo” secondo Hemingway: come ha spiegato la guida, dell’antica città romana non esisteva quasi più niente quando l’irlandese Colombano decise di fondarvi un monastero, permettendo così la rinascita dell’intera valle, collegamento strategico tra le città padane e il resto della Penisola.
Primo punto della nostra visita è stata l’abbazia, con il coro ligneo usato dai monaci, la cripta con le spoglie del santo e i mosaici dell’antica struttura rinvenuti sotto al pavimento, poi siamo saliti fino al castello che domina la città e abbiamo goduto del panorama sulla valle. Infine abbiamo attraversato il Trebbia sul ponte che secondo la tradizione fu costruito da San Colombano con l’aiuto del diavolo in persona: questo però avrebbe preteso in cambio l’anima del primo che l’avesse attraversato e allora l’astuto religioso, lanciata una pagnotta sul ponte, beffò il Diavolo attirando con l’odore del cibo un affamato cane randagio che fu quindi il primo a camminare sul ponte. Nei secoli antichi non mancava niente a Bobbio, nemmeno le terme: così, dopo una breve passeggiata tra gli alberi, siamo arrivati ad una fonte di acqua sulfurea… l’odore non era dei migliori ma ciò non ci ha guastato l’appetito: ospitati dall’oratorio, abbiamo pranzato al sacco e i ragazzi hanno approfittato di un bel sole caldo per giocare all’aperto.
Nel pomeriggio la lezione di storia è continuata nei locali dell’abbazia: qua la guida ha spiegato come si svolgeva l’attività culturale all’interno del monastero e quanto lavoro i monaci amanuensi dovessero fare per ricopiare i testi da conservare nella biblioteca. Dopo la breve spiegazione, toccava ora ai ragazzi miniare la loro pergamena e scrivere il proprio nome: dai pigmenti in polvere è stata ottenuta la tempera mischiandoli con l’albume di un uovo e poi con questa è stato decorato il capolettera; infine con la penna d’oca ogni ragazzo ha scritto il suo nome seduto allo scrittoio di legno.
È stata una giornata molto piacevole e contemporaneamente significativa che ha permesso ai ragazzi di assaporare un po’ quella che era la vita nel Medioevo e cogliere l’importanza che il monachesimo ha rappresentato per la storia europea: è grazie ai monaci, a San Benedetto in primis, se è nata l’Europa e l’idea di “Occidente”. Così ha fatto anche san Colombano che con la sua opera ha messo in comunicazione terre lontane del nostro continente veicolando cultura, favorendo il dialogo ed evangelizzando i popoli.