PROGETTO INTERDISCIPLINARE

Scuola Secondaria di 1°grado – a.s. 2016-17

 

 

Il Collegio docenti, per l’anno scolastico 2016-2017, ha pensato di coinvolgere tutti gli alunni delle medie di Lodi e Codogno, in un progetto interdisciplinare, inteso come percorso volto ad approfondire la tematica del territorio in cui vivono e i desideri, i sogni che li muovono riguardo l’idea di una città ideale intesa non soltanto come insieme architettonico, ma soprattutto come luogo dove costruire relazioni e rapporti in grado di migliorare la qualità della vita e dove tutti e ciascuno possano trovare risposta ai propri bisogni più veri.
Il tema adottato: “Le Città”; data la sua dimensione fisica e teorico culturale, è stato utilizzato come contenitore di una serie di iniziative e contenuti interdisciplinari. Da questo, il progetto/laboratorio iniziato nel primo quadrimestre, e protratto per tutto il secondo, si è concluso con una installazione artistico sensoriale.
Durante l’anno i ragazzi hanno avuto modo di sviluppare autonomia e autostima, poiché messi nella condizione di esprimersi, di sperimentare, di provare, di attivarsi e di attingere dalle proprie risorse, scoprirne di nuove e fare ricorso alla fantasia nella risoluzione ed attuazione delle loro idee.

Il progetto ha avuto, in corso d’opera, una sua evoluzione naturale che si è manifestato nel titolo stesso del progetto.
Dalla lettura (parziale) del libro “Le città invisibili” di Italo Calvino è stato estratto il termine “INVISIBILI”. Da qui ha avuto inizio il percorso conoscitivo e creativo che ha stimolato l’immaginazione dei ragazzi. In seguito ogni disciplina ha consentito di accostare il tema da diverse angolazioni. Sono stati prodotti testi in cui gli alunni hanno ipotizzato la propria città ideale (italiano); è stata affrontata l’evoluzione della città dal punto di vista storico (storia); analizzate le diverse tipologie del territorio (geografia); sottolineata l’importanza delle lingue per quanto riguarda la comunicazione (inglese e spagnolo); analizzato il territorio comunale (tecnologia); realizzati elaborati grafici (arte).
In seguito, la sintesi di questi approfondimenti disciplinari ha condotto i ragazzi a completare il progetto con la realizzazione pratica, in grado di mettere in luce e stimolare gli aspetti più sensoriali ed emozionali di ciascuno. In particolare, i primi incontri sono stati fondamentali per la definizione dei contenuti del progetto. Da questo momento è stato inserito il termine “SENSIBILI”. Il piacere di stare con gli altri, la gioia di vivere insieme e la voglia di parlarsi e ascoltarsi; sono alcuni dei desideri dei nostri ragazzi. In parallelo, sono emersi anche gli obiettivi didattici e formativi, che da questo lavoro sono molteplici:

  • lavorare insieme rispettando le idee di tutti;
  • liberare la fantasia;
  • ragionare ed ipotizzare soluzioni nuove;
  • applicare le proprie abilità-conoscenze-competenze nella realizzazione di un prodotto reale.

Il risultato è la concretizzazione reale del percorso sensoriale: “Città Invisibili Sensibili”. Nello specifico, l’installazione, si compone di tre elementi simbolici:
L’arcobaleno.
Composto dai 7 colori principali: rosso (forza-passione), arancione (sole-gioia), giallo (luce- fiamma), verde (natura-silenzio-speranza), blu (acqua-cielo-immensità-nostalgia), indaco (solennità-mistica-crepuscolo), violetto (magnificenza-dignità-potenza). Da fenomeno ottico e meteorologico che produce uno spettro. E, infine, da segno del patto tra Dio e l’umanità, apparendo dopo il diluvio universale come promessa di rinnovata amicizia tra Dio e l’uomo (Gn. 9,13); è segno di armonia nei rapporti tra gli uomini ed equilibrio, rispetto nei confronti della natura. I partecipanti saranno immersi dai colori dell’arcobaleno, proiettando il proprio profilo nello spazio.
La piazza.
Da sempre ed in tutte le epoche storiche la piazza è individuata come centro di riunione dei cittadini e luogo di decisioni democratiche. E’ il luogo dell’incontro, del confronto e del dialogo. Da luogo definito e delimitato, la piazza è ricostruita da un tappetto, indefinito e aperto, realizzato da pezzi di stoffa disposti arbitrariamente come in libertà possiamo muoverci in una piazza.
Jenga.
La parola significa “costruisci”. Jenga è un gioco da tavolo dove i giocatori, a turno, rimuovono un mattoncino di legno spostandolo in cima alla torre; perde il giocatore la cui azione fa cadere la torre. La città ideale si costruisce insieme, con la partecipazione attiva di ciascuno; non è mai finita, ma in continua trasformazione: work in progress. Costruire è un processo formativo e un progetto “in divenire” che andrà ad arricchirsi in corso d’opera grazie ai contributi aggiunti. Contributi che non devono mettere a rischio l’equilibrio della costruzione. Vuol dire riconoscere e sostenere dal profondo del cuore i naturali processi creativi della vita, per dare al nostro domani il migliore mondo possibile. Nessuno può chiamarsi fuori da questo “cantiere” delle buone prassi, perché ciascuno, così com’è, è “pietra viva” (1 Pt 2) – fondamentale per lo sviluppo e l’equilibrio del progetto.

Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure”.  Italo Calvino